




- indietro -
La foto satellitare del tratto di mare chiamato "mare chiuso" ( a ridosso di Lefkada ).

Cartolina di Natale 2018
Il viaggio è stato bellissimo ed il vento, mano a mano che aumentava, non faceva che aiutarci ad andare più veloci. Il moto ondoso creato dal vento, come lo stesso vento, erano entrambi a favore. Le cose sono cambiate una volta arrivati nei pressi della lingua di sabbia che occorre circumnavigare per entrare nella darsena antistante il ponte levatoio. Infatti, se esaminiamo la foto satellitare riportata qui sotto, si vedono bene i bassi fondali con acqua trasparente che si incontrano avvicinandosi a terra. Inoltre, nella foto è stata evidenziata, da una linea tratteggiata, la zona di bassi fondali non navigabile che si incontra verso costa entrando.

Fine


Spiccare il volo verso la libertà e la conoscenza fa di ogni vita una vita degna d'essere vissuta.
Leros
Navigation
- indietro -
Proprietario del dominio www.ilviaggiodeljuly.it è Marcello Battaglia - Via Aldo Moro, 3 - 20067 Paullo (Milano)
La riproduzione o l'uso, anche parziale, dei testi e/o delle immagini è espressamente vietata.
Eventuali trasgressioni saranno perseguite a termini di legge.
Siamo stati benissimo per diversi giorni a Kardamena godendo del dolce far niente di una vacanza modello "riposo assoluto". Abbiamo percorso un bel giro quest'anno: siamo partiti da Ayios Nikolaos (Creta) ai primi di maggio per andarcene nel Peloponneso, in seguito abbiamo navigato tra le Cicladi ed infine, dopo dodici giorni ad Ios bloccati per il cattivo tempo, siamo arrivati qui nel Dodecaneso. Il riposo, a questo punto, è meritato.
Quando abbiamo lasciato Kardamena, ci siamo portati a Kàlimnos (già visitata l'anno scorso - click -). Anche qui abbiamo potuto passare qualche giorno in completo relax approfondendo ulteriormente la conoscenza di quest'isola così poco rovinata dal turismo. Alla fine però, ci siamo decisi a lasciare le "mollezze" della vita di porto per "risalire verso Nord".
Puntiamo a Leros, un'isola che vogliamo conoscere bene (vedi immagine satellitare 1)). Sappiamo naturalmente che da quete parti, in estate, navigare verso Nord, "contropelo", è decisamente sconsigliabile (il Meltemi è un forte vento da Nord che dura tutta l'estate).
Elaborazione di un'immagine di Google Maps (immagine satellitare 1)
Foto dai nostri itinerari


- click -

La linea tratteggiata gialla mostra la rotta del July da Kàlimnos a Pandeli.
- indietro -
Contact
ilviaggiodeljulymail@gmail.com
Partiamo da Kàlimnos alle sei del mattino, come sempre quando si deve viaggiare. Questa volta abbiamo un motivo in più per partire presto al mattino: in questa stagione il vento cala un po' la notte e riprende forza nella seconda mattinata (fino a raggiungere il massimo nel pomeriggio). Osservando la "mappa" sopra (vedi immagine satellitare 1)), si vede bene come la prima parte del percorso, appena dopo aver lasciato il porto, rimane protetta dai venti del Nord fino alla punta del promontorio. E infatti questa parte del viaggio "va liscia". Il sole si alza e non vediamo una sola nuvola in cielo; il mare è così calmo che cominciamo a pensare che sarà una passeggiata. Così ci sentiamo sorpresi quando, subito dopo l'isolotto Sari, quindici nodi di vento sul naso ci rallentano la nostra baldanzosa andatura. Non ci sono storie!... Perdiamo un nodo secco di velocità. Per cercare di fare qualcosa, spingo il July sotto costa; mi avvicino a terra più che posso ed effettivamente va un po' meglio... Ma si continua ad avanzare con fatica. Per fortuna, da questa parte dell'isola, il mare si mantiene sostanzialmente buono. Certo, piccole onde nervose si scagliano contro di noi; ma questo lo si sapeva... È inevitabile.
Si va avanti così, con tenacia, lasciando che la barca faccia il suo lavoro: soprattutto il motore che, pur faticando, macina un miglio dopo l'altro. Le cose peggiorano quando ci troviamo in vista dello stretto che separa Kàlimnos da Leros. Il vento, sempre contrario, raggiunge in questo tratto di mare i venti nodi. Poi, ci illudiamo che le alture di Leros ci diano una qualche protezione: ma non è così ed arriviamo faticando fino all'ultimo a Pandeli, meta del nostro viaggio di oggi.

Il July, appena arrivati, nel porticciolo di Pandeli (isola di Leros - Dodecaneso).
- indietro -
Entriamo in questo porticciolo per pescatori locali nel quale l'attracco di imbarcazioni da diporto non è consentito. Ma, sappiamo da "Radio Banchina" che non esistono controlli di alcun genere in questo posto ed i pescatori, se si sa convivere con loro intelligentemente, sono molto tolleranti con le barche di passaggio. Appena arriviamo all'interno della gettata, vediamo tutta la banchina occupata. Accostiamo allora ad una barca che batte bandiera italiana dove vediamo persone a bordo: vogliamo avere qualche dritta... Delle informazioni. Ci confermano quel che sappiamo: potremo stare quanto vogliamo. La sorpresa però è che ci dicono che andranno via dopo una decina di minuti lasciandoci il posto (foto sopra).
Uff!... Comunque è fatta: siamo arrivati. Abbiamo avuto occasione in passato di acquisire informazioni su questo posto; soprattutto l'anno scorso parlando con alcuni italiani che abbiamo incontrato. Ci hanno descritto Leros come un'isola non particolarmente bella. Ci hanno spiegato che durante il periodo di occupazione italiana, il comando aveva deciso di trasformare Leros in una base navale di prima grandezza. Hanno quindi fatto grandi lavori in diversi punti. Una delle conseguenze è ben visibile a Lakki. Tutte o quasi le costruzioni del vecchio paese sono state rase al suolo per fare spazio a nuove costruzioni di architettura fascista che oggi sono ancora tutte in piedi. Questa sarebbe quindi la causa di un certo "snaturamento" delle caratteristiche culturali del territorio. Comunque avremo tempo per sincerarci di quale sia la realtà sulle bellezze dell'isola. Per ora, visto che è ancora presto, decidiamo di sgranchirci le gambe salendo al castello che vediamo dal porto proprio sopra di noi. Una camminata a quest'ora è quel che ci vuole dopo quattro ore di Meltemi sul naso.

Salendo al castello, ad un certo punto, passiamo accanto ai vecchi mulini appena restaurati.
- indietro -
La prima parte della salita non è molto affascinante: facciamo una sorta di sentiero che porta dritto in alto fino ad intercettare la vera strada. Qui però "la musica" cambia. Il paesaggio circostante, visto dall'alto, è bellissimo e, quando giungiamo ai vecchi mulini (che si vedono anche dal porto) ci accorgiamo con stupore che sono stati restaurati per farne una sorta di bungalows da affittare ai turisti. Ma il restauro è stato così curato da aggiungere e non togliere fascino all'ambiente naturale che ci circonda.
Guardando la foto sopra, si vede la stradina che si percorre per andare al castello. Dobbiamo salire ancora un bel po'... Ma siamo allenati ed il caldo è decisamente sopportabile con questo "venticello" che soffia da Nord (ne sappiamo qualcosa!). Una volta in cima, la strada gira tutt'intorno alle mura. Arriviamo all'altezza di una piccola chiesetta bianca ed isolata, alla moda greca, dedicata al Profeta Elia, sotto di noi si apre alla vista la baia di Agia Marina e sopra si vede la scalinata che porta all'ingresso.
- indietro -
Album fotografico - click - "Leros" - istruzioni -