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La foto satellitare del tratto di mare chiamato "mare chiuso" ( a ridosso di Lefkada ).

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Cartolina di Natale 2018

Il viaggio è stato bellissimo ed il vento, mano a mano che aumentava, non faceva che aiutarci ad andare più veloci. Il moto ondoso creato dal vento, come lo stesso vento, erano entrambi a favore. Le cose sono cambiate una volta arrivati nei pressi della lingua di sabbia che occorre circumnavigare per entrare nella darsena antistante il ponte levatoio. Infatti, se esaminiamo la foto satellitare riportata qui sotto, si vedono bene i bassi fondali con acqua trasparente che si incontrano avvicinandosi a terra. Inoltre, nella foto è stata evidenziata, da una linea tratteggiata, la zona di bassi fondali non navigabile che si incontra verso costa entrando.

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Spiccare il volo verso la libertà e la conoscenza fa di ogni vita una vita degna d'essere vissuta.

Tempio di Apollo

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Ho ritenuto che il testo seguente, che fa parte di un pannello illustrativo da me fotografato durante la visita al museo di Delfi, scritto naturalmente in greco per i residenti ed in inglese per i visitatori stranieri, meritasse non solo di essere preso in considerazione in questa sede, ma anche di essere tradotto in italiano per migliorarne la " fruibilità "da parte di tutti. Il periodo di maggiore splendore di Delfi coincide col periodo di maggiore splendore della vita del suo tempio di Apollo. Le informazioni che oggi abbiamo su questo tempio e la sua funzione sono la più interessante rappresentazione della realtà riguardante l’intero " santuario " di Delfi.

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Foto dai nostri itinerari

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Il tempio di Apollo nel IV secolo AC

 

Il tempio degli Alcmeonidi (1) è stato lasciato in rovina da frane che hanno seguito il forte terremoto del 373 AC, lo stesso che seppellì la statua dell’Auriga sotto cumuli di terra. Per la sua ricostruzione, la Anfizionia (2) ancora una volta fece uno sforzo di raccolta fondi in tutto il mondo Ellenico. Tuttavia, gran parte dell'enorme somma necessaria fu raccolta con la multa inflitta ai Focesi per aver saccheggiato il santuario durante la decennale “Terza Guerra Sacra”. Unica testimonianza dei piani di gestione finanziaria e delle modalità tecniche del cantiere tentacolare - che è stato organizzato sotto la direzione di arconti appositamente incaricati - è fornita dalle iscrizioni su stele di pietra rinvenute durante gli scavi. Il nuovo tempio dorico periptero (3), i cui resti si vedono oggi, è stato inaugurato nel 330 AC. I frontoni erano adornati con una composizione scultorea raffigurante Apollo e le Muse sul lato est e Dioniso e le Tiadi ( o Menadi ) sul lato ovest. Scudi persiani, provenienti dal bottino preso dagli ateniesi nella battaglia di Maratona, erano inchiodati alle metope. Gli scavi non sono stati in grado di aggiungere nulla alle scarse informazioni provenienti da fonti antiche riguardanti l'interno del tempio poiché la sua distruzione è stata quasi totale. Una statua dorata per il culto di Apollo si trovava in posizione prominente nella cella, mentre sulle pareti del pronao ( vestibolo ) vi erano incise grandi massime dei Sette Saggi e la lettera enigmatica E. Nulla si è conservato del “adyton (4)” in cui venivano dati gli oracoli. Lì, sotto il pavimento della cella, il santuario avrebbe contenuto i simboli del dio profeta: il treppiede oracolare in cui Pythia sedeva e forse anche la sacra pietra chiamata Omphalos (5) ( ombelico ), che si credeva segnare la tomba di Python o Dioniso. Negli ultimi anni, il sistematico riesame di una serie di sculture, che erano rimaste trascurate nei magazzini del museo, ha inaspettatamente portato alla loro identificazione come le statue dei due frontoni che in precedenza si credeva fossero state portate via da imperatori romani. Questa importantissima scoperta è servita a confermare la descrizione dei frontoni fornita da Pausania che aveva visto le sculture “in situ” nel II secolo DC e che ci ha fornito un quadro quasi esatto delle due composizioni ( che vengono mostrate per la prima volta - anche se in forma frammentaria - in questo cartello informativo (6) ). Le opere degli artisti ateniesi non hanno la maestosità e la forza dei frontoni arcaici del tempio precedente, ma presentano una serie di interessanti innovazioni nella iconografia. La raffigurazione di due divinità sullo stesso monumento e la rappresentazione unica di Dioniso come "musico della cetra" assume un significato simbolico. Apollo, la divinità principale del santuario, concede a Dioniso il frontone occidentale del "proprio tempio" e gli presta il suo strumento musicale preferito, la cetra. Sembra che questo neoterismo (7) non sia estraneo al riconoscimento ufficiale del culto dionisiaco presso il santuario di Delfi, naturalmente con il sostegno dei sacerdoti del tempio al momento della costruzione dei frontoni (340-330 aC).

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(1) potente famiglia aristocratica ateniese che affermava di discendere dal mitologico Alcmeone, nipote di Nestore.

 

(2) Anfizionia: Alleanza sacrale fra popolazioni limitrofe dell'antica Grecia aventi in comune il culto di una divinità e la difesa del suo tempio.

 

(3) ... con colonne su tutti i lati.

 

(4) L'adyton ( letteralmente « luogo in cui non è possibile entrare » ) era, nell'architettura dei templi greci e romani, uno spazio adiacente alla cella precluso ai fedeli e riservato agli officianti del culto.

 

(5) Il tempio di Apollo a Delfi era il più importante di tutto il mondo greco, proprio per questo l'omphalos ( ombelico ) indicava che Delfi, col suo santuario, era il centro del mondo, il suo ombelico.

 

(6) Ovviamente si riferisce al cartello informativo da cui ho preso la foto di questo testo.

 

(7) Neoterismo = Neoverismo: amore del nuovo; neofilia, filoneismo. ( Più propriamente: tipico dei Neoterici  –  gruppo di poeti latini che praticavano una forma di poesia tendente all’innovazione dei temi e del linguaggio.

 

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